Una vittoria per Allegri, riuscito a mantenere la panchina che più desiderava. E soprattutto un trionfo per Adriano Galliani, l’ad che ha fatto di tutto per confermare l’allenatore con cui due anni fa ha vinto l’ultimo scudetto milanista e ha ricostruito il Diavolo dalle fondamenta dopo l’addio di Thiago Silva e Zlatan Ibrahimovic maturato nell’estate scorsa.
La linea di Galliani è prevalsa su quella di Berlusconi, grande estimatore di Clarence Seedorf (e anche Luciano Spalletti, con il quale vi sarebbe stato un colloquio nella serata di sabato) ma non in grado di convincere l’olandese a lasciare la carriera di calciatore ancora in corso al Botafogo.Troppo rischiosa, costosa e osteggiata dall’ambiente l’opzione Seedorf. Decisamente più caldeggiata la candidatura di Allegri.
Che, così, se ne va dalla cena di Arcore rinsaldato nella propria posizione dopo mesi di critiche velate e non da parte del patron. Il Milan è ancora suo, per la quarta stagione consecutiva (diventerà il tecnico più longevo della Serie A al pari di Francesco Guidolin). Con buona pace della Roma.
I giallorossi hanno atteso sino all’ultimo notizie dal fronte rossonero. E, incassato il no del Milan per Allegri, dovranno volgere il loro sguardo altrove. Laurent Blanc, Marcelo Bielsa (che ha appena chiesto 4 milioni di euro all’anno al Santos) e Frank Rijkaard sembrano i candidati principali per la panchina romanista. Ma, questa, è un’altra storia.(eurosport)

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