domenica 23 giugno 2013

Vendita maglie ufficiali originali Ac Milan stagione 2012/13 indossate e/o autografate dai nostri calciatori

Vendita globale di Milanorossonera Store delle rimanenze delle maglie Ac Milan stagione 2012/13 ufficiali e originali, alcune indossate dai calciatori in campionato ed altre nuove autografate dai campioni rossoneri direttamente a Milanello nel mese di Maggio.
Per info rivolgersi alla nostra e-mail info.milanorossonera1899@gmail.com non perdete l'occasione e' un affare per soli e veri collezionisti, parola del team di Milanorossonera1899 , guarda le foto.












Milan mercato a rilento

La Gazzetta dello Sport fa il punto sul mercato del Milan e racconta di come i rossoneri vivano un momento di attesa e di trattative a rilento. Adriano Galliani, ad del club di Via Turati, sarà in Sardegna per dare il primo assalto aDavide Astori del Cagliari, per il quale vedrà il presidente Cellino. In attacco, però, tutto in stand-by, visto che la cessione di Robinho non si sblocca e che per Kevin-Prince Boateng eStephan El Shaarawy tutto è fermo ai rumors. Per questo, anche perAndrea Poli dalla Sampdoria, tutto è momentaneamente in stallo.
(Tmw)

sabato 22 giugno 2013

Mondonico: "El Shaarawy via? Se non gioca più titolare nel Milan e nella Nazionale ci sarà un perché!"

Emiliano Mondonico, intervistato dai microfoni di TuttoSport, riflette sul futuro di El Shaarawy: ''Il Faraone all’estero? Se è così ci sarà un perché. El Shaarawy ad esempio non è più un titolare in Nazionale, e nell’ultimo periodo nemmeno nel Milan. Si è parlato di un problema fisico, e in quel caso allora è normale lasciarlo tranquillo. O magari ha solo bisogno di diventare consapevole di ciò che può dare''.

giovedì 20 giugno 2013

De Jong non perde tempo già si allena

Nigel de Jong, intervenuto sul suo profiloTwitter, ha pubblicato una foto del suo allenamento odierno a Milanello: "Non c'è tempo da perdere, oggi allenamento". Il centrocampista olandese sta lavorando per presentarsi al meglio al raduno di luglio.

mercoledì 19 giugno 2013

Robinho pretende molto dal Santos

Robinho al Santos sbloccherebbe buona parte del mercato rossonero. Ma l'attaccante brasiliano avrebbe chiesto al club paulista un ingaggio da 450 mila euro al mese. Quasi 6 milioni di euro l'anno. Troppi per il club brasiliano. Non va neppure dimenticato che il Milan per il cartellino vuole 10 milioni di euro, ma il Santos al momento non sale oltre i 6 milioni. Distanze ancora tutte da colmare.
(Fonte: gazzetta dello sport)

lunedì 17 giugno 2013

Montolivo: "che gol Balotelli, forza fisica spaventosa"

Dopo aver esaltato il fascino del Maracanà ed evidenziato l’importanza della vittoria di ieri contro il Messico, Riccardo Montolivo ha parlato anche di 
Mario Balotelli: "Si respirava la storia in questo stadio - ha dichiarato il centrocampista ai microfoni di Sportmediaset -. La prima partita era la più delicata e la più importante. Balotelli ci teneva tanto  a far gol, perché nel primo tempo aveva avuto tante occasioni e poteva calciare meglio, forse la rabbia era dovuta a quello. Poi ha fatto un gran gol, con una forza fisica spaventosa".
(Fonte: Milan news.it)

domenica 16 giugno 2013

Vendita all' asta delle maglie originali autografate di Balotelli, El Shaarawy e Ambrosini

Da oggi sono disponibili presso Milano Rossonera store le magliette originali autografate da Balotelli, El Shaarawy e Ambrosini.
A disposizione soltanto tre pezzi da collezione, se siete interessati all' acquisto potete contattare
l'indirizzo e-mail infomilanorossonera@gmail.com
Non perdete questa occasione piu' unica che rara... il team di Milano Rossonera....




venerdì 14 giugno 2013

Conferenza stampa di Ambrosini

"Il motivo per cui siamo qui lo sapete tutti: volevo ringraziare tutti, sono emozionato perchè non è facile. Ho aspettato qualche giorno prima di parlare per smaltire un po' di amarezza. Voglio ringraziare tutti a partire dal Presidente e da Galliani per 18 anni bellissimi, fino ad arrivare a tutte quelle persone che non si vedono come tutti coloro che lavorano a Milanello. E poi naturalmente tutti i miei compagni di squadra che sono la cosa più bella di tutti questi anni. Non ho Facebook e Twitter, ma so di tutto l'affetto dimostrato dai tifosi rossoneri e li ringrazio. Il Milan mi ha permesso di giocare in stadi meravigliosi, di avere compagni di squadra magnifici ed essere capitano di una grande squadra come il Milan. Io mi sento ancora un giocatore, gli attestati di stima che sto ricevendo me lo stanno facendo capire ancora di più e quindi continuerò a fare il calciatore. Non tocca a me dire se è una decisione giusta o sbagliata, non è una cosa scandalosa visto che ho 36 anni. Mi avrebbe fatto piacere magari se mi fosse stata comunicata con maggiore attenzione, però io sono qui ripeto per ringraziare e salutare tutte le persone che mi hanno permesso di essere un giocatore del Milan, a loro va il mio ultimo pensiero".

giovedì 13 giugno 2013

Ambrosini 18 anni di carriera e di trionfi

Sembra passato un secolo o molto meno da quell'estate del 1995, quando la roboante campagna acquisti del Milan, segnata dagli arrivi di George Weah dal Paris Saint Germain e di Roberto Baggio dalla Juventus, vedeva approdare a Milanello anche un giovanotto di belle speranze proveniente dal Cesena, originario di Pesaro. Che Capello avrebbe fatto esordire in autunno contro il Cagliari e che, nell'anno dello scudetto rossonero numero 15, avrebbe iscritto il suo nome tra i vincitori pur scendendo in campo pochissime volte. Poi, il biennio horribilis 1996-98, che non lo vede coinvolto prima per un brutto infortunio che lo tiene ai box per mesi e poi, nell'estate 1997, mentre Don Fabio, di ritorno da Madrid, non riusciva a risollevare le sorti di una squadra giunta alla fine di un fantastico ciclo, lo vedeva impegnato a farsi le ossa in quel di Vicenza, agli ordini di mister Guidolin, con il quale riusciva a raggiungere la storica semifinale di Coppa delle Coppe, per essere fermato dal Chelsea poi vincitore del titolo. Quindi, nel 1998, il ritorno in punta di piedi a Milanello, agli ordini del nuovo mister Zaccheroni. Le cronache di mercato danno il Milan interessato a nomi grossi per il centrocampo, da Figo a Dino Baggio, ma il tecnico che ha portato l'Udinese in Europa per la prima volta nella sua storia per risollevare le sorti dell'ambizioso Diavolo vuole puntare sui giovani, e Massimo è uno di quelli su cui Zac conta maggiormente. E infatti, nel corso della stagione, diventerà man mano perno fondamentale della squadra che a sorpresa si aggiudicherà il tricolore, che stavolta vede anche la sua firma. E' il 3 maggio 1999 e con uno splendido tiro da fuori area 'Ambro' segna il suo primo gol in maglia rossonera, alla Sampdoria che verrà battuta in un drammatico 3-2, momento chiave nella rimonta finale ai danni della Lazio. L'anno dopo arriva anche la soddisfazione della maglia azzurra, agli ordini di Zoff per Euro 2000, dove solo la Francia all'atto finale e con il golden goal di Trezeguet ferma il sogno italiano. Ma proprio quando la carriera di Ambro pare destinata a decollare, il destino decide di metterci il suo crudele zampino, e arriva un bruttissimo infortunio contro la Reggina, all'ultima giornata di andata della stagione 2000-01. L'uscita di scena di Max avrà ripercussioni sul rendimento della squadra, che da quel momento avrà un crollo sia in campionato che in Europa, nell'anno della finale che si sarebbe disputata a San Siro. Dopo l'eliminazione in Champions Zaccheroni viene esonerato e, dopo il breve intermezzo targato Tassoti e Cesare Maldini, il Milan si affida a Fatih Terim e a una abbondante campagna acquisti che, tra gli altri, vede gli innesti di Pirlo, Rui Costa e Pippo Inzaghi. Non si incroceranno mai il biondo centrocampista e il tecnico venuto dalla Turchia, che viene esonerato a novembre per far posto a Carlo Ancelotti. Finalmente, nell'ultima sfida dell'anno contro il Verona, il ritorno con tanto di gol che spezza la maledizione dell'ultima partita dell'anno che il Milan non vinceva da tempo. Finalmente arrivano i successi, a cominciare dalla Champions League vinta nel 2003 a Manchester contro la Juventus, in cui sostituisce Rui Costa nel finale dei tempi regolamentari e regge la diga rossonera nei supplementari prima dell'apoteosi ai rigori. L'anno dopo è scudetto, ma anche delusione per la sconfitta a Yokohama nell'Intercontinentale contro il Boca Juniors e per la clamorosa eliminazione ai quarti di Champions contro il Deportivo La Coruna. Ancelotti e i suoi ragazzi danno di nuovo l'ascesa al trono europeo l'anno seguente dove nessuno sembra in grado di contrastarli, almeno fino alla semifinale contro gli olandesi del Psv Eindhoven. Ma dopo il derby dei quarti di finale, finito sotto i petardi dei tifosi nerazzurri, il portiere Dida inizia a dare qualche cedimento, che costa lo scudetto. Il 2-0 con cui vengono battuti gli olandesi a San Siro rischia di venire neutralizzato al ritorno, con gli uomini di Hiddink che pareggiano il conto. Ma proprio quando, in un clima non certo benevolo, i supplementari paiono inevitabiii, ecco il colpo di testa di Max che beffa il portiere Gomes e, malgrado la successiva rete di Cocu, porta il Diavolo in finale. Ma la dea bendata che ha salvato i rossoneri in terra olandese decide di non fare altrettanto a Istanbul, dove il Liverpool nella più incredibile delle partite, che Ambrosini peraltro non gioca, rimonta un iniziale 0-3 e getta i rossoneri nello sconforto. Ma la rivincita è dietro l'angolo, due anni dopo ad Atene. Max stavolta c'è e per la seconda volta nella sua carriera può alzare la 'Coppa dalle grandi orecchie'. Ad agosto ha la soddisfazione di alzare il suo primo trofeo da capitano, a Montecarlo, nella serata della tristezza per la morte del centrocampista spagnolo Puerta che ha macchiato la vigilia del Siviglia vincitore della Coppa Uefa e avversario dei rossoneri in Supercoppa Europea. Ma lo spettacolo deve continuare, la partita si gioca e i rossoneri, dopo essere andati sotto nel primo tempo, battono per 3-1 gli andalusi. L'assenza di Maldini, come detto, fa si che sia lui il capitano quella sera. A dicembre nuova rivincita, stavolta contro il Boca Juniors a Yokohama, in cui la prestazione di Max non è macchiata dall'autogol finale che permette agli argentini soltanto di ridurre le distanze da 4-1 a 4-2. Ma intanto qualcosa sta cambiando; mister Ancelotti è inquieto, anche Kakà e, dopo il deludente finale dell'annata 2007-2008, riconquistata l'Europa che conta l'anno seguente, tutti e due faranno le valige. Cala il sipario anche su capitan Maldini, che si ritira malamente salutato dai tifosi in occasione del match casalingo contro la Roma, macchiato più che dalla sconfitta dalla incredibile contestazione al capitano di tanti anni. Già, la fascia da capitano. A chi andrà? Si pensa a Ringhio Gattuso e ad Abbiati, ma alla fine è lui il prescelto; nessuno come lui sa tenere unito uno spogliatoio che, in questo momento, ha bisogno più che mai di coesione. E così, dopo l'annata di Leonardo, tra alti e bassi, con l'avvento di Allegri e i due botti di fine mercato Ibrahimovic e Robinho, la corazzata rossonera è di nuova pronta per l'assalto al tricolore, che arriverà dopo un campionato dominato dall'inizio alla fine, malgrado qualche incertezza all'inizio e a metà primavera. Grande gioia quella sera di fine maggio per Ambro il poter alzare, a San Siro, dopo il vittorioso match con il Cagliari, la coppa del tricolore.

mercoledì 12 giugno 2013

Pelé: "Balotelli mi ha impressionato"

Tra gli ammiratori di Mario Balotelli c'è anche Pelè: "Chiedo a tutti i brasiliani di non fischiare la Seleçao, la dobbiamo sostenere durante la Confederations Cup, che è una competizione importante in vista del Mondiale. Manca un anno alla Coppa del Mondo e bisogna stare vicini alla nazionale: può far bene, ma ha bisogno dell'aiuto di tutti". O Rei, che da anni si dusputa con Maradona il titolo di miglior calciatore di sempre, ha speso anche parole al miele per Mario Balotelli. "E' un centravanti vero, mi piace molto come gioca perché usa la sua fisicità per farsi spazio tra gli avversari. Il suo stile mi piace, mi ha impressionato la sua forza offensiva".(fonte: gazzetta.it)

lunedì 10 giugno 2013

Già duello Milan-Juve per quattro calciatori

"E' già Milan-Juve". E' questo il titolo di apertura dellaGazzetta dello Sport oggi in edicola. Il riferimento - a campionato ormai ultimato - è al mercato e ai calciatori finiti nel mirino di entrambi i club. Oltre all'attaccante argentino Carlos Tevez (29) e al trequartista della Nazionale Alessandro Diamanti (30), le due big di Serie A si stanno contendendo anche due giovani dal futuro assicurato: Simone Zaza (21) e Vasco Regini (22).

domenica 9 giugno 2013

Per El Shaarawy il Manchester City ha formulato una proposta stratosferica

Il mercato incombe e il Milan non è più quello di grandi acquisti e delle poche cessioni. Tutto è cambiato. La società rossonera deve sapersi gestire con le proprie risorse. Ecco il principale motivo degli addii di Ibra e Thiago Silva. Ma soprattutto ecco quale potrebbe essere il motivo della partenza di El Shaarawy. Il Milan vorrebbe tenerlo, il Faraone vorrebbe restare. Ma il City spinge e tanto. Ma soprattutto mette sul piatto un'offerta difficile da rifiutare. Si parla di 22 milioni più il cartellino di Tevez. L'argentino ha 29 anni ma il suo valore non è in discussione. Certo, perdere un giovane di enorme prospettiva come El Shaarawy sarebbe un disastro dal punto di vista del famoso "progetto" ma potrebbe arricchire le casse rossonere a tal punto da permettere a Galliani di rinforzare i vari reparti. Oltretutto nell'ultima parte di stagione El Shaarawy ha dovuto affrontare spesso e volentieri il ruolo di panchinaro di lusso e il rapporto con Allegri non sembra più così solido come all'inizio. Anche questo aspetto potrebbe allontanare il Faraone dal Milan e avvicinarlo al City. È presto adesso per escludere totalmente una sua cessione, di certo il Milan non può non prenderla in considerazione, ma sarà una riflessione difficile. Più probabile invece l'addio di Boateng. Si dice che il Monaco stia pensando a formulare un'offerta, il Milan attende speranzoso. E chissà che quella maglia numero 10 non finisca sulle spalle di Saponara, soprattutto dopo un'altra prestazione importante come quella con gol nella sfida dell'Under 21 contro Israele. A prescindere da tutto, da quelle che saranno le cessioni, seppur dolorose, l'importante è sempre avere ricambi all'altezza e una squadra competitiva.(fonte: milan news.it)

venerdì 7 giugno 2013

Inzaghi: "Noi siamo il Milan, quando indossi questa maglia devi solo vincere"

Non poteva essere altrimenti, non potevano provenire che dalla bocca di uno come Pippo Inzaghi queste parole, tanto forti quanto vere. Il Milan che ti entra nell’anima, la maglia che diventa una seconda pelle, dei colori che diventano parte della tua vita così da desiderare di poterli onorare per sempre. Che Pippo li abbia onorati sul campo, nelle sue mille avventure rossonere, non abbiamo dubbi. Abbiamo ancora davanti agli occhi quel gol contro il Liverpool, con la palla che in un diagonale impossibile lentamente varca la porta, ormai spalancata, che fa esplodere il cuore rossonero di ognuno di noi. Un giocatore abituato, per caratteristiche, a giocare sul filo del fuorigioco,  la zampata vincente, il morso letale, abituato a crederci fino alla fine. E tu con lui in campo credevi fino ala fine che le partite potessero finire con una vittoria. Già. Credere. Questo ci vuole, un po’ di sana fede nelle possibilità di chi incarna i nostri sogni. E così, all’indomani della sconfitta contro l’Atalanta, la Primavera rossonera esegue un passaggio di testimone importante e soprattutto molto scenografico. Da Dolcetti, autore di una delle stagioni più interessanti e coinvolgenti del campionato Primavera, ad Inzaghi che si presenta con poche parole, ma idee chiare: proveremo a vincere lo scudetto.

Ripartiamo dalle parole di Inzaghi come spunto per la futura formazione agli ordini di Allegri. L’interessamento del Milan nei confronti di Diamanti potrebbe essere ricollocabile non soltanto nell’apprezzamento tecnico del giocatore, che tanto piace ad Allegri, ma anche in quel contesto prettamente emotivo che torna al Diamanti azzurro, al quasi escluso che poi diventa protagonista, che ha fatto la gavetta e che sa cosa vuol dire lottare per indossare una maglia. Il Milan ha bisogno sì di talento puro, ma anche di uomini che possano rievocare i fasti del passato, i valori legati alla storia, lo spirito che da sempre contraddistingue la società di via Turati. Ecco dunque che Galliani e Braida si muovono alla ricerca di giocatori di indiscusso talento che possano rivestire nell’immaginario collettivo, la figura dell’eroe

Dunque appare scontato rievocare quell’indomito desiderio del presidente Berlusconi di riportare in rossonero Kakà. Quasi a chiusura di un cerchio perfetto, una sorta di espiazione di colpa che potrebbe terminare con il rientro tra le braccia paterne del figliol prodigo. Ma non solo Kakà. Per un Milan che deve tornare a scrivere la storia ci vogliono uomini avvezzi alla fatica e ai contesti europei. Per questo i sondaggi per Pastore e Lavezzi non devono essere abbandonati. Perché, come giustamente ha sottolineato un collega, ci sono giocatori che rinforzano le rose e giocatori che di fatto rinforzano le squadre. E dunque ecco che i giovani di talento e i rincalzi di altrettanto talento possono concorrere al raggiungimento dei numeri, ma per ciò che riguarda la qualità adatta alla vittoria, bè, bisogna muoversi con maggiore oculatezza. Il Milan prima di passare al mercato in entrata, però, dovrà sistemare i movimenti in uscita. Ambrosini è dato per partente, capitano che ha ricevuto un’eredità pesante, che l’ha onorata scontando sulla sua pelle i confronti con altri senatori rossoneri che per carisma forse avrebbero ricevuto a furor di popolo la sua investitura. Massimo è un giocatore e un uomo che il Milan ce l’ha nel cuore. L’ennesimo addio però sembra essere ormai scontato. La mediana rossonera potrebbe perdere gli altri interpreti, tolto Montolivo, ormai imprescindibile per Allegri.  Intanto il Milan si gode i progressi di Balotelli anche in azzurro, attende con ansia Saponara, rimira lo stile e la classe impeccabili di De Sciglio ed El Shaarawy, che incarnano le parole, sempre quelle, di Pippo Inzaghi, uno che di gol se ne intende, uno che di storia ne ha scritta a fiumi, uno che di difensori ne ha azzerati tanti. “Noi siamo il Milan!”.E questa maglia, aggiungerei io, non tutti sono in grado di sopportarla.(milan news.it)

mercoledì 5 giugno 2013

Allegri e' molto contento di essere rimasto al Milan

 Durante la festa-promozione del Livorno, ai microfoni di Sky è intervenuto Massimiliano Allegri: "Sono molto contento di come è andata domenica sera con il presidente Berlusconi. Adesso un po' di vacanze, siamo pronti a migliorarci. La presenza di una normale dialettica con il presidente Berlusconi non significa che non si vada d'accordo. Per il resto, meno si parla da parte mia in questo momento e meglio è".

martedì 4 giugno 2013

Per il Milan pronti Poli, Cerci e Belfodil

L'incontro tra Galliani e Allegri ha definito la politica rossonera per il prossimo calciomercato: Boateng e Robinho le cessioni eccellenti, mentre è tutto da definire il futuro di Ambrosini, Nocerino e Flamini

Le speculazioni sul contenuto della discussione di domenica sera ad Arcore sono già iniziate. Si parla di un compromesso “storico” raggiunto sulla base della conferma di Massimiliano Allegri in cambio di una sorta di commissariamento berlusconiano, con il patron che avrebbe maggiori ingerenze nell’ambito delle scelte tecnico-tattiche e un ulteriore rinnovo del mister vincolato dal ritorno al successo la prossima stagione. Ma quel che è chiaro è che nella riunione di lunedì in via Turati sono state invece poste le basi per la sessione di calciomercato che vedrà protagonista Adriano Galliani.

ROSA GIOVANE E LOW COST – Tutto parte dalla conferma del 4-3-3, modulo con il quale il Milan è rinato in questa stagione e con cui ripartirà nella prossima. L’ossatura sarà invece costituita dal talento di Montolivo (probabilmente impostato in cabina di regia come da “diktat” presidenziale), El Shaarawy e Balotelli. Gran parte del resto, invece, sarà rimesso in discussione. Iniziando con il rinnovo non scontato di capitan Ambrosini, che si incontrerà con Galliani al ritorno dalle vacanze e deciderà il proprio futuro.

BOATENG E ROBINHO IN PARTENZA – Il brasiliano, alla fine, tornerà in patria alleggerendo il monte ingaggi e garantendo qualche milione di euro in cassa. Ma anche Boateng non sembra più un imprescindibile, specie se il Monaco presenterà effettivamente un’offerta di 10-15 milioni di euro. Stesso discorso per Nocerino, deluso per lo scarso utilizzo nell’ultima stagione e in attesa di offerte valide da altre squadre. Tutto da vedere il futuro di Flamini e Salamon, mentre certamente partiranno Zaccardo (probabile ritorno a Parma), Antonini, Yepes, Didac Vilà, Bojan e Traoré.(eurosport)


lunedì 3 giugno 2013

Gattuso prossimo allenatore del Palermo

Gennaro Gattuso sarà il prossimo allenatore del Palermo e a dirlo è il presidente rosanero, Maurizio Zamparini. "Gattuso mi piace moltissimo, sara' lui il prossimo allenatore del Palermo appena avro' concluso la mia diatriba con Sannino", spiega al programma di Radio2 "Un Giorno da Pecora", condotto da Claudio Sabelli Fioretti e Giorgio Lauro. Poi Zamparini risponde a una domanda sulla decisione di Berlusconi di confermare Allegri. ''Berlusconi pensa di esser il miglior allenatore del mondo, e probabilmente ha anche ragione. Allegri ha fatto bene, i giocatori lo vogliono, quindi lo avrei tenuto. Solo che sono tanti anni che comprano poco, forse e' quello il problema''. Alla domanda se Ilicic verra' ceduto al Milan, Zamparini risponde: ''Se me lo pagano si, ma Galliani non vuole spendere niente. Quanto costa? Quindici milioni. Una cifra fuori mercato? Allora lo daro' al Bayern Leverkusen, il calcio tedesco e' ricchissimo".(fonte: la repubblica)

domenica 2 giugno 2013

Berlusconi ha deciso resta Allegri

Tanto tuonò che piovve. Anzi no. Settimane - fate pure mesi – di indiscrezioni sul futuro di Massimiliano Allegri hanno portato soltanto alla conferma dello “status quo”. L’attesissima cena di Arcore, prima rinviata da Silvio Berlusconi e poi effettivamente consumata nella serata di domenica, ha prodotto l’esito meno desiderato dal presidente rossonero.L’allenatore del Milan resta il livornese, anche se non è ancora stato chiarito se prolungherà o meno il contratto.

Una vittoria per Allegri, riuscito a mantenere la panchina che più desiderava. E soprattutto un trionfo per Adriano Galliani, l’ad che ha fatto di tutto per confermare l’allenatore con cui due anni fa ha vinto l’ultimo scudetto milanista e ha ricostruito il Diavolo dalle fondamenta dopo l’addio di Thiago Silva e Zlatan Ibrahimovic maturato nell’estate scorsa.

La linea di Galliani è prevalsa su quella di Berlusconi, grande estimatore di Clarence Seedorf (e anche Luciano Spalletti, con il quale vi sarebbe stato un colloquio nella serata di sabato) ma non in grado di convincere l’olandese a lasciare la carriera di calciatore ancora in corso al Botafogo.Troppo rischiosa, costosa e osteggiata dall’ambiente l’opzione Seedorf. Decisamente più caldeggiata la candidatura di Allegri.

Che, così, se ne va dalla cena di Arcore rinsaldato nella propria posizione dopo mesi di critiche velate e non da parte del patron. Il Milan è ancora suo, per la quarta stagione consecutiva (diventerà il tecnico più longevo della Serie A al pari di Francesco Guidolin). Con buona pace della Roma.

I giallorossi hanno atteso sino all’ultimo notizie dal fronte rossonero. E, incassato il no del Milan per Allegri, dovranno volgere il loro sguardo altrove. Laurent Blanc, Marcelo Bielsa (che ha appena chiesto 4 milioni di euro all’anno al Santos) e Frank Rijkaard sembrano i candidati principali per la panchina romanista. Ma, questa, è un’altra storia.(eurosport)


sabato 1 giugno 2013

Triplete per il Bayern Monaco

I bavaresi fanno loro la Coppa di Germania battendo lo Stoccarda in finale per 3-2: apre Muller su rigore al 37’, poi nella ripresa arriva la doppietta dell’ex di Gomez, “doppietta” della bandiera di Harnik. Si tratta del terzo titolo in stagione dopo Bundesliga e Champions League.