L’arbitro Gianluca Rocchi ha raccontato alla Gazzetta dello Sportcome è arrivata la decisione durante Milan-Roma di sospendere per qualche minuto il match per i cori razzisti contro Mario Balotelli: “Mi son attenuto alle direttive Uefa, molto chiare in materia. In Europa c’è un’attenzione massima verso questo fenomeno e gli arbitri hanno un mandato preciso. In presenza di cori razzisti o altre situazioni equiparabili, lo speaker avverte gli spettatori che la partita potrebbe essere interrotta. Se il monito non produce effetto, allora ci si ferma a centrocampo per qualche minuto. Il passo successivo è rientrare negli spogliatoi e quello ancora dopo è la proposta di sospensione definitiva”. Il direttore di gara ha poi spiegato cos’è successo quella sera sul campo di San Siro: “Si sentiva molto bene quello che arrivava dalle tribune. Il nervosismo di alcuni milanisti era evidente, si percepiva un disagio profondo e reale. Solo Balotelli ha chiesto il mio intervento? No non solo lui, anche Muntari. Il più in difficoltà però era Boateng. Aveva quasi un blocco, continuava a dirmi “Li senti? Li Senti? Così non posso giocare”. Ho cercato di calmarlo, gli ho spiegato che avrei preso provvedimenti per fermarli e così è stato. I giocatori della Roma? Totti e i suoi compagni hanno appoggiato in pieno al sospensione, prendendo le distanze da quelli che sulla carta sono tifosi della Roma, anche se definirli tifosi è sbagliato. Erano anche pronti a rientrare nello spogliatoio per dare un segnale ancora più forte. Non è stato necessario: i cori non si sono più ripetuti”. L'arbitro Rocchi ha anche ricevuto i complimenti del presidente Uefa, Michel Platini, durante la premiazione alla fine della finale di Champions League a Londra: "Bravo, complimenti. Non solo per stasera: quello che hai fatto durante Milan-Roma è un segnale importante.

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